basi delle lavorazioni

Raku Nudo

Il Raku Nudo “Naked Raku”

Il raku nudo o “naked raku” utilizza un. ingobbio distaccante come barriera per impedire al fumo  e alla vetrina di penetrare l’argilla che prima di essere biscottata fa sottoposta ad un trattamento di steccatura (cioè lisciatura tramite vari stumenti -pietre d’agata o altro ) .
 Alla vetrina è impedito di aderire all’argilla tramite l’uso di un distaccante che li separa. Il pezzo viene estratto dal forno a circa 800-900°C e dopo qualche breve momento per dare tempo alla cavillatura di formarsi, lo si immerge nella cassetta per l’affumicamento (qualcuno preferisce la carta alla segatura). Dopo qualche minuto il pezzo può essere estratto e bagnato in modo da completare il distacco dello smalto  e del materiale “distaccante” (da cui raku nudo).
Il fumo, passando attraverso le cavillature che si erano prodotte nello smalto durante il raffreddamento rapido, avrà lasciato sulle superficie del pezzo un reticolo o delle zone più o meno annerite di notevole interesse espressivo.
Normalmente l’affumicamento non deve durare più di pochi minuti altrimenti c’è il pericolo di perdere un po’ sia il bianco (o altro colore) che la definizione delle linee.
Alcune marcature avvengono con il processo e sono la bellezza della tecnica. Quando lo smalto cavilla, o contiene delle bolle d’aria, il fumo penetra e lascia il suo segno. Le linee della cavillatura variano sia con il tipo di smalto usato che con il tempo di raffreddamento prima che il pezzo venga affumicato.
Zone coperte da ingobbio e smalto rimarranno bianche, le zone coperte da solo ingobbio daranno grigi di varie tonalità in relazione al loro spessore mentre le zone non protette saranno le più scure.
La definizione delle linee dipende anche dallo spessore dell’ingobbio applicato e dalla ruvidità della superficie del pezzo.
La pulizia finale con la rimozione delle tracce di ingobbio rimaste sull’argilla deve essere fatta in modo delicato strofinando con materiali poco abrasivi.
Ogni pezzo rimane unico

 

NAKED RAKU

Il Naked Raku è la fusione fra il Raku americano e  tecniche antiche come il bucchero e il villanoviano; nasce in Inghilterra a fine ‘900 la sua caratteristica è l’assenza di rivestimenti vetrosi, infatti il manufatto dopo la foggiatura viene sottoposto ad una accurata steccatura per togliere tutte le imperfezioni e renderlo liscio (tipo bucchero).

Le dinamiche di cottura sono uguali alla variante americana l’unica e fondamentale differenza è che il rivestimento vetroso si distacca grazie a un particolare prodotto che viene usato prima dell’invetriatura.

Il risultato cromatico- decorativo è costituito dal colore dell’argilla usata e dal nero- grigio del fumo prodotto durante l’affumicatura che insinuatosi nei cavilli dell’invetriatura, donerà al nostro manufatto splendidi effetti craquelé impressi sulla terra cotta.

Il Raku Nudo o “Naked Raku” è una variante del raku tradizionale

utilizzare preferibilmente impasti bianchi per realizzare gli oggetti
lisciare (steccare) il pezzo prima di biscottarlo
biscottare a temp. max di 900-930°
distribuire il distaccante.

formule per distaccante:

1) 50% quarzo o silice + 50% caolino
2) 75% silice o quarzo + 25% caolino
3) 90% caolino + 10% allumina

Far asciugare bene il distaccante e poi smaltare con qualunque miscuglio ottenuto dagli scarti degli smalti o cristalline, anche colorati, che si trovano in laboratorio. ipoteticamente dovendo realizzare uno “smalto” per raku nudo è opportuno utilizzare: 1 kg. di fritta alcalina
20 grammi di bentonite
100 grammi di caolino

procedere con la seconda cottura, estrarre i pezzi dal forno, aspettare che si formino i primi cavilli e poi mettere in riduzione per poco tempo

quando l’oggetto è ancora molto caldo immergerlo in acqua fredda dove le parti di smalto si staccheranno in gran parte da sole

successivamente  passare sull’oggetto una cera bianca per mobili

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